ATLAS COELESTIS

LE NOSTRE COSTELLAZIONI

 

 

 

 

 

Elenco  delle 88 costellazioni ufficiali ratificate da Delporte 1922-1930 

 

 

  Si ringrazia Imago Mundi per aver concesso i collegamenti  alle pagine de "les constellations"che si raggiungono cliccando sul nome della costellazione

 

 

 

 

I nomi sono in latino, segue l'abbreviazione ufficiale e per le costellazioni non tolemaiche viene indicato l'ideatore  

 

Costellazione

 

Abbreviazione Ideatore
Andromeda  And
Antlia                                       Ant Lacaille
Apus                                      Aps  Plancius e Bayer
Aquarius  Aqr
Aquila  Aql
Ara  Ara
Aries  Ari
Auriga  Aur
Bootes            Boo
Caelum                                     Cae Lacaille
Camelopardalis     Cam Habrecht II e Bartsch e Plancius
Cancer  Cnc
Canes Venatici                          CVn Hevelius
Canis Major  CMa
Canis Minor  CMi
Capricornus  Cap
Carina  Car Lacaille
Cassiopeia  Cas
Centaurus  Cen
Cepheus  Cep
Cetus  Cet
Chamaeleon  Cha  Plancius e Bayer
Circinus                                      Cir Lacaille
Columba                          Col Bayer e Bartsch e Plancius
Coma Berenices                         Com Anonimo
Corona Australis  CrA
Corona Borealis  CrB
Corvus  Crv
Crater  Crt
Crux                                          Cru Anonimo
Cygnus  Cyg
Delphinus  Del
Dorado                                     Dor  Plancius e Bayer
Draco  Dra
Equuleus  Equ
Eridanus  Eri
Fornax                                         For Lacaille
Gemini  Gem
Grus                                          Gru  Plancius e Bayer
Hercules  Her
Horologium                                 Hor Lacaille
Hydra  Hya
Hydrus                                           Hyi  Plancius e Bayer
Indus                                             Ind  Plancius e Bayer
Lacerta                                     Lac Hevelius
Leo  Leo
LeoMinor                               LMi Hevelius
Lepus  Lep
Libra  Lib
Lupus  Lup
Lynx  Lyn Hevelius
Lyra  Lyr
Mensa                                     Men Lacaille
Microscopium                          Mic Lacaille
Monoceros           Mon Habrecht II  Bartsch e Plancius
Musca                                 Mus  PlanciusBayer e Lacaille
Norma                                      Nor Lacaille
Octans                                     Oct Lacaille
Ophiuchus  Oph
Orion  Ori
Pavo                                         Pav  Plancius e Bayer
Pegasus  Peg
Perseus  Per
Phoenix                                     Phe  Plancius e Bayer
Pictor                                         Pic Lacaille
Pisces  Psc
Piscis Austrinus  PsA
Puppis  Pup Lacaille
Pyxis                                         Pyx Lacaille
Reticulum   Ret Lacaille, in Bartsch e Habrecht è Rhombus
Sagitta  Sge
Sagittarius  Sgr
Scorpius  Sco
Sculptor                                   Scl Lacaille
Scutum                                     Sct Hevelius, anche in Kirch
Serpens Caput et Cauda  Ser
Sextans                                   Sex Hevelius
Taurus  Tau
Telescopium                            Tel Lacaille
Triangulum  Tri
Triangulum Australe               TrA Bayer e Plancius
Tucana                                    Tuc  Plancius e Bayer
Ursa Major  UMa
Ursa Minor  UMi
Vela  Vel Lacaille
Virgo  Vir
Volans                                     Vol  Plancius e Bayer
Vulpecula                                Vul  

Hevelius

 

 

 

     Nel 1922, a Roma, all'interno della prima Assemblea Generale  dell'Unione Astronomica Internazionale, la comunità degli astronomi decise di mettere ordine tra le varietà delle rappresentazioni del cielo fino allora utilizzate e varò un elenco che conteneva le odierne ottantotto costellazioni.

 

     Il compito di definirne i confini  venne affidato nell'Assemblea di Cambridge del 1925 al belga E. Delporte che , a Leyde nel 1928, presentato il suo lavoro, ottenne l'approvazione  della comunità astronomica internazionale. Il lavoro di Delporte venne infine pubblicato nel 1930 a Cambridge con il titolo di Delimitation scientifique des constellations (tables et cartes).

      L’elenco comprendeva quasi tutte le costellazioni descritte da Tolomeo nell’Almagesto più una selezione significativa di quelle utilizzate dagli astronomi  a partire dal 1603, data di pubblicazione dell’ Uranometria  di I. Bayer, il primo atlante che propose nuovi raggruppamenti di stelle per descrivere in particolare il cielo dell’emisfero sud.  

 

 

     Nella tabella sono elencati i nomi in latino e di seguito le abbreviazioni  ufficiali delle costellazioni di Delporte. Vengono inoltre indicati i nomi degli astronomi che descrissero per la prima volta le  costellazioni post Tolomeo nelle loro seguenti opere:

 

Uranometria, Edizione del 1661

 

     Iohann Bayer, Uranometria 1603

 

 

 

     Jacob Bartsch, Usus astronomicus Planisphaerii stellati 1624 

 

 

 

 

    

 

Globus Coelestis Omnes Stellas fixas à Nobilisso Tychone Brahe, aliisq[ue] diligentisso observatas accuratisse exhibens: Australes insuper Petri Theodori Archinautae celeberrimi ostentans nec non Stellas quasdam novas, & Cometarum aliquot trajectiones adumbrans Omnib[us] ad annum 1675 accomodatis Studio et opera Isaaci Habrechti Phil: et Med: Doct: / Sculptura et impressione Iacobi ab Heyde[n]. Joh: Christoph Weigel exc: Noribergae.
Nuremberg: Johann Christoph Weigel,  Edizione del 1675

 

     Isaac Habrecht II, Globus Coelestis 1621

 

 

 

 

 

     Johannes Hevelius, Firmamentum Sobiescianum sive uranographia 1690

 

 

 

 

 

     Nicolas Louis de Lacaille, Planisphere contenant les Constellations Celestes, in Academie Royale des Sciences, Paris 1756,  tavola che compendiava le   osservazioni  realizzate dallo stesso autore nel biennio 1751-52.

 

 

 

     In queste importanti edizioni scientifiche vennero  ufficializzate anche consuetudini e usi già in vigore negli anni precedenti, pertanto gli autori di queste opere non sempre coincidono con il vero inventore del nome delle nuove costellazioni. Ad esempio le costellazioni australi introdotte da Bayer erano state anticipate  dai navigatori e commercianti F. de Houtman e P. D. Keyser  in seguito alle osservazioni effettuate durante i loro viaggi nell’ Oceano Indiano, e riprodotte in un globo del 1598 dal  Plancius , mentre  Columba e Camelopardalis apparivano già nel 1589, sempre in un globo del Plancius

 

 

Altre note alla tabella:

 

     Musca, definita nel 1756 da Lacaille prese il posto della Apis di Bayer del 1603.

 

     Crux e Coma Berenices non sono costellazioni autonome descritte da Tolomeo ed è difficile poter identificare con precisione autori e opere dove vengano  denominate scientificamente per la prima volta. Appartengono anche alla tradizione letteraria e a  quella pittorica, la prima è già descritta da Dante nella sua Commedia, appare in diversi affreschi medievali e rinascimentali, molto spesso in posizioni completamente diverse da quella attuale. 

 

 

In una mappa americana settecentesca, incisa da Robert Scot, è riprodotta addirittura due volte, sia tra le zampe del Centauro, come deve essere, con il nome di The Crosiers , che in quelle del Sagittario con il nome di Crosern.  

 

      Eccola invece descritta in una lettera del 1516 dal viaggiatore italiano Andrea Corsali:

 

Andrea Corsali

Copia della "Lettera di Andrea Corsali allo illustrissimo Principe Duca Juliano de Medici, venuta Dellindia del mese di Octobre nel XDXVI"

 

 

     Coma Berenices viene rappresentata in mappe diverse sia come una chioma ma anche come un mazzo di grano; in un affresco rinascimentale di un palazzo di Teglio in Valtellina è dipinta come un pesce.

 

     Possiamo risolvere il nodo genealogico di queste due costellazioni rimettendoci all’autorità di Lalande che nella sua monumentale opera Astronomie, Troisieme édition,1792, inserisce Crux tra le costellazioni formate “par les modernes”, dividendone la paternità tra Halley e le carti celesti pubblicate da Royer nel 1679 e allegate ad un nuovo catalogo di 1806 stelle, mentre inserisce Coma Berenices nell’elenco delle costellazioni boreali antiche, precisando che Tolomeo vi fa riferimento mentre descrive tre stelle del Leone , la più boreale delle quali si trova immersa in un insieme nebuloso chiamato  chevelure, cioè Coma.

     Nell’Epitome Coronelli cita una versione diversa in merito a questa costellazione dandone la paternità a Conone il matematico. 

     Coma Berenices appare per la prima volta in un atlante importante soltanto nel 1603, nell’Uranometria del Bayer dove è però disegnata, seguendo la tradizione araba, come un mazzo di grano ( L’atlante del Bayer è stato ristampato con i primi sette numeri della rivista "le Stelle", la tavola 7 che riporta la  Chioma è nel numero due ), la possiamo invece trovare sotto forma di chioma in un globo di Mercatore del 1551. Viene anche citata da Pietro Apiano in Imagines Syderum coelestium del 1536 con il nome di Crines Berenices Triche, ecco come la descrive nell'Astronomicum Caesareum del 1540 mentre presenta la costellazione del Leone:

 

 

 

 

 

     Nella tabella, Vela, Puppis e Carina sono elencate come costellazioni indipendenti, ma non sono costellazioni antiche, nell’Almagesto le loro stelle vengono elencate sotto l’unica denominazione di Argo Navis, una costellazione talmente vasta  che Lacaille trovò utile dividerla in parti nel suo catalogo dell’emisfero australe del 1763. La suddivisione di Lacaille venne ufficialmente ratificata da B. A. Gould nella sua opera Uranometria Argentina del 1879 ma, fino alla pubblicazione di questo importante catalogo, per un intero secolo, i cartografi  continuarono ad operare pensando ad una unica costellazione, disegnandola in modo unitario. Anche Argelander nell’ Uranometria Nova del 1843 riporta Argo Navis nella sua completezza, limitandosi ad accostare a questo nome quelli delle tre suddivisioni.

 

      I dati contenuti in questa tabella , comparati con quelli  contenuti in quella delle costellazioni cadute in disuso, possono aiutarci a riconoscere la data di produzione e il nome dell’autore di una eventuale carta celeste  la cui origine sia sconosciuta.

 

Sopra l'origine delle costellazioni australi leggi il seguente articolo

di

E. B. Knobel

Title:
On Frederick de Houtman's catalogue of southern stars, and the origin of the southern constellations
Authors:
Knobel, E. B.
Publication:
Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, Vol. 77, p.414-432 (MNRAS Homepage)
Publication Date:
03/1917
Origin:
ADS
Bibliographic Code:
1917MNRAS..77..414K

Per cortesia di

[ADS]

The SAO/NASA Astrophysics Data System

 

 

 

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Northern hemisphere

Zodiac

Southern hemisphere

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di Felice Stoppa