Iohann Bayer

Uranometria , Augusta 1603

 

 

 

                                          

 

Iohann Bayer  

 

Uranometria , Augusta 1603

 

DRACO

 

FILMATO

(Musiche di Arvo Pärt)

 

https://youtu.be/KGYQMLsCp3I

https://youtu.be/xhtgzIkleTY

 

 

 

 

Con l'Uranometria di Iohann Bayer del 1603 si apre l'età d'oro dei grandi atlanti celesti; da questo momento il catalogo delle stelle verrà pubblicato in un volume separato, mentre l'atlante vero e proprio, di grandi dimensioni, sempre più curato artisticamente, vivrà di vita propria.  

    L'opera del nostro autore, disegnata da Alexander Mair e pubblicata ad Augusta, comprende 51 tavole rettangolari di 38,2 x 28,2 centimetri di lato. Queste sono numerate alfanumericamente da lettere latine maiuscole che, al loro esaurimento, vengono prima duplicate e poi triplicate con lettere minuscole in modo tale che la prima tavola viene numerata con A, la venticinquesima con Aa e la cinquantesima con Aaa.  

    Le tavole sono incorniciate da scale graduate con tacche di un grado, numerate ogni cinque e con una linea che viene tracciata ogni trenta gradi; la fascia intorno alla eclittica viene evidenziata per otto gradi a nord e otto a sud aggiungendo un grigio continuo di fondo che identifica pertanto il limite entro il quale possono essere distinti i pianeti. Le coordinate e le linee sono quelle polari; viene però riportato un reticolo incentrato sui poli zodiacali che mette in evidenza l'eclittica.  

    Le stelle vengono collocate utilizzando i dati che Tycho Brahe aveva calcolato nel suo osservatorio danese raggiungendo una precisione vicina al minuto d'arco e vengono denominate per la prima volta, iniziando così una tradizione che continua ancora oggi, da lettere dell'alfabeto greco e ad esaurimento di queste da lettere latine in ordine crescente di magnitudine.  

    La fama di questo atlante è legata anche all'apparizione delle due più importanti stelle nove del periodo.

 Per segnalare quella del 1604 apparsa nell’Ofiuco, Keplero utilizzò le caratteristiche innovative  della tavola del Bayer.

L'altra è quella del 1572 osservata da T. Brahe a Uraniborg e per la quale l'astronomo danese aveva stimato una distanza pari a quelle delle stelle fisse non essendo riuscito ad osservare alcun spostamento parallattico.

    La Nova del 1572 fece sicuramente tremare l'impalcatura teorica aristotelica e creò una forte impressione se, a distanza di più di trenta anni dalla sua scomparsa,  Bayer volle collocarla ancora nella tavola K del suo atlante, che rappresenta Cassiopea, luminosissima e con un simbolo più grande di quello di Sirio.  

 

 

    Le stelle nove non sono l'unico segno dei tempi che cambiano registrati da Bayer. La tavola Aaa è infatti dedicata alle nuove costellazioni osservate nel cielo australe. Sono dodici:  Phoenix, Grus, Indus, Pavo, Toucan, Dorado, Hydrus, Piscis Volans, Chamaleon, Apis Indica, Triangulum Australe e Apis che si ripartiscono le 135 stelle osservate e catalogate con una certa precisione, circa due gradi, dai navigatori P. D. Keyser e F. de Houtman durante un loro viaggio nell'Oceano Indiano. Nella tavola sono disegnate anche la Piccola e la Grande Nube di Magellano, proprio come due nuvolette e quindi con caratteristiche ben diverse da quelle utilizzate per la Via Lattea. In questa tavola, differentemente da quelle delle costellazioni, le stelle non vengono denominate, dando così l'idea della provvisorietà delle informazioni che l'autore utilizza.

    Le ultime due tavole, la 52 e la 53 nella copia della Biblioteca Nazionale Braidense di Milano, sono dedicate al cielo boreale e a quello australe: vi sono riassunte tutte le stelle riportate nelle tavole precedenti, escludendo però il disegno delle costellazioni.  

 

 

Sopra l'origine delle costellazioni australi leggi l' articolo di

E. B. Knobel

 

 

NAVIS

 

 

 

 

 

Bayer sospende il giudizio

 

Recentemente ho potuto leggere l’intervento che Francesco Castaldi, del Gruppo Astrofili G. e A. Bernasconi di Saronno, ha presentato al VI congresso di Archeoastronomia e Storia dell’Astronomia Antica organizzato dall’Università degli Studi del Molise e tenuto a Campobasso nel settembre 2006.

 L’intervento di Castaldi  dal titolo Il “Caso” della Nebulosa di Andromeda tende a far luce sul motivo per cui la Galassia di Andromeda, pur essendo un oggetto astronomico visibile ad occhio nudo, non sia stata segnalata da osservatori e astronomi dell’antichità e del Medio Evo e sebbene disegnata nelle tavole del Liber locis stellarum fixarum , anno 964,  dell’ astronomo arabo Abd ar-Rahaman as-Sufi e “riscoperta” nel 1614 dall’astronomo occidentale Simon Mayr abbia ancora ritardato per decenni il suo apparire ufficiale in atlanti e cataloghi moderni. 

Castaldi esamina nell' introduzione della sua relazione i casi di altre nebulose  e in particolare quelli segnalati con questo termine nell’Almagesto di Tolomeo e verifica che nell’Uranometria, 1603, del Bayer questi oggetti sono rappresentati in modo alquanto strano: vengono dapprima disegnati per essere poi parzialmente cancellati come se l’autore volesse in qualche modo segnalare attraverso l'incompletezza del simbolo la sua intenzione di sospendere il giudizio sulla natura dell’oggetto considerato.

Incuriosito da questa scoperta ho riesaminato con attenzione i fotogrammi ad alta definizione della copia dell’Uranometria depositata presso la Biblioteca Nazionale Braidense di Milano e ho potuto riscontrare che il Bayer utilizza il metodo grafico della sospensione del giudizio  almeno 23 volte.  Otto oggetti sono segnalati due volte in mappe distinte mentre un unico oggetto è segnalato tre volte in altrettante mappe. Gli oggetti indipendenti sono pertanto 13.  

Continua

 

 

 

 

 

 

Le tavole che presentiamo appartengono ad una copia dell'atlante depositata presso la Biblioteca Nazionale Braidense di Milano e vengono pubblicate su concessione del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali con l'espresso divieto di ulteriore riproduzione o duplicazione con qualsiasi mezzo

La Biblioteca Braidense ha concesso inoltre  alla rivista " Le Stelle" la ristampa dell'opera del Bayer  che è apparsa come supplemento ai suoi primi sette numeri.

Nel  numero uno della stessa rivista del Novembre 2002 l'Uranometria viene descritta da un articolo di Felice Stoppa che illustra  alcune particolarità che fanno della copia di proprietà della Biblioteca Nazionale Braidense di Milano un esemplare unico al mondo.

La copia di Milano è mancante dei testi che corredano le tavole. Quelli che si trovano nel presente lavoro appartengono ad una copia della

ETH- Bibliothek Zürich 

 

dove vi è depositata con il codice di classificazione RAR 8931 q.

Dalla stessa copia è riportata 

l'introduzione

e una rara tavola dello stesso incisore dell'atlante, Alexander Mair, rilegata successivamente con le altre tavole del Bayer dopo essere stata staccata da una copia dell'opera di Christoph Scheiner del 1612  sulle macchie solari, Tres epistolae de maculis solaribus scriptae ad Marcum Velserum, Augustae Vindelicorum. La tavola, Maculae in Sole, apparentes, observatae, documenta il fenomeno delle macchie sul Sole scoperto l'anno precedente da Galileo  ed in particolare il loro evolversi dal 21 ottobre 1611 al 14 dicembre 1611:

 

MACULAE IN SOLE APPARENTES, OBSERVATAE

 

 

 

Tavole

 

Segnatura della copia  della Biblioteca Braidense di Milano

Indice della copia della Biblioteca Braidense di Milano

Frontispitium  

Observationes  

 

 

Pars Prima

  Ursa minor    Ursa maior    Draco    Cepheus    Bootes    Corona Septemtrionalis    Hercules    Lyra    Olor    Cassiopea    Perseus    Auriga    

Serpentarius  

  Serpens    Sagitta    Aquila    Delphinus    Equs minor    Pegasus    Andromeda    Triangulum 

 

Pars Secunda

   Aries    Taurus    Gemini    Cancer    Leo    Virgo    Libra    

Scorpius 

   Arcitenens    Caper    Amphora    Pisces  

 

Pars Tertia

  Cetus  

  Orion    Eridanus    Lepus    Canis maior    Canicula    Argo Navis    Centaurus    Crater    Corvus    Hydra    Lupus    Ara    Corona Meridionalis    Piscis Notus    Pavo 

 

Synopsis coeli superioris Borea

   Emispherium Pars Prima  

 

Synopsis coeli inferioris Austrina

  Emispherium Pars Secunda

 

 

 

 

www.atlascoelestis.com

di  FELICE STOPPA