Jodocus Hondius I (Padre)

 

Globus Coelestis. In quo stellae fixae omnes quae a N. viro Tychone Brahe suma industria ac cura observatae sunt accuratissime designantur: nec non circa Polum Austr. ea quae a peritis. nauclero Petro Theodori Matesos studioso annotatae sunt, Amsterdam 1600

 

 

 

 

Jodocus Hondius I (Padre)

 

Globus Coelestis. In quo stellae fixae omnes quae a N. viro Tychone Brahe suma industria ac cura observatae sunt accuratissime designantur: necnon circa Polum Austr. ea quae a peritis. nauclero Petro Theodori Matesos studioso annotatae sunt, Amsterdam 1600

 

 

 

 

Il globo celeste del 1600 di Jodocus Hondius Padre che presento in questa pagina per cortesia di BnF Gallica ha un diametro di 34 centimetri ed è costruito in visione convessa.

https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/btv1b550087450

https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/btv1b550087450/f1.medres3d

 

Il titolo e la tavola delle magnitudini sono inscritte in due cartigli che appaiono sopra la costellazione di Perseus. In un terzo cartiglio, sotto il muso di Ursa Major, è posta la firma dell’autore con la seguente indicazione: Clarissimis Belgii luminibus sapientiae, doctrinae et verae pietatis officinis Academiae Lugdunensis Batavorum et Franekeriensis. Hos globos ad mathematicas artes promovendas manu propria à se caelatos lubentissime dedicat consecratque Jodocus Hondius ann. 1600.

 

 

 

 

 

Le stelle vi sono posizionate nell’emisfero nord seguendo le indicazioni di Ticho Brahe e in quello del sud secondo le allora fresche osservazioni di Pietr Dirksz Keyser e sono distinte in sei diverse magnitudini secondo una scala che prevede un simbolo anche per le nebulosae : in Cassiopea è ben sottolineata la Nova del 1572 osservata da Ticho Brahe. Gli astri più luminosi sono accompagnati dal nome proprio.

 

 

 

 

 

I dodici fusi ampi ognuno 30° in longitudine e le due calotte polari eclittiche che compongono il globo sono disegnati avendo come riferimento il reticolo eclittico che è composto dai dodici cerchi polari eclittici di longitudine e dall’eclittica sulla quale è posta una scala graduata al passo di un grado di longitudine.

 

 

 

 

 

 

Il reticolo equatoriale presenta invece i due cerchi polari, quelli dei due tropici e quello dell’equatore che è provvisto di scala graduata al passo di un grado di A. R., i due coluri ed infine i due poli equatoriali sui quali è imperniato l’asse dello strumento celeste.

 

 

Le costellazioni sono disegnate secondo uno stile che ricorda quello di Plancius. Oltre a quelle tolemaiche troviamo: Antinous, Coma Berenices, Caput Medusae, Columba ( priva però del nome), Cruzero Hispanis at Ptolomeo Pedes Centauri e intorno al polo australe le dodici indicate da Keyser e che Bayer inserirà nel 1603 nella sua Uranometria: Paradysvogel Apis Indica, Chameleon, Dorado, Krane Grus, Waterflange Hydrus, Indiaen Indus, Pao Pavo, Phoenix, Vliegendenvisch, Triangulum Aust., Toucan e, senza il nome, Musca.

 

 

 

 

 

 

 

Bibliografia:

Deborah J. Warner, The Sky Explored – Celestial Cartography 1500-1800,  New York 1979, pag. 121

 

 

 

Il globo celeste

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alcuni ingrandimenti del globo celeste

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un'altra copia del globo di diametro 53,5 cm, datata 1613, riprodotta dal figlio del cartografo un anno dopo la morte del padre,  Museo Galileo di Firenze

 

 

 

 

 

https://catalogo.museogalileo.it/multimedia/GloboCeleste.html

https://catalogo.museogalileo.it/oggetto/GloboCeleste_n02.html

 

 

 

 

 

 

 

Ritratto di Jodocus Hondius I (Padre)

 

https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Maps_by_Jodocus_Hondius?uselang=it

https://commons.wikimedia.org/wiki/Creator:Jodocus_Hondius?uselang=it

 

 

 

 

www.atlascoelestis.com

di  FELICE STOPPA

MARZO 2019