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Presentiamo la terza delle numerose
edizioni che ebbe il fortunato volume di Bion (1652-1733).
L’opera, sebbene più sintetica, ha la stessa struttura de l’Epitome
Cosmografica,
Colonia 1693 di Coronelli ed è divisa essenzialmente in tre parti.
La prima, dedicata
a
La
Sphere
du Monde, è un breve
trattato che illustra le più importanti concezioni dell’Universo e
delinea gli
elementi di astronomia sferica utili alla comprensione del testo. Descrive
il sistema solare ed il movimento dei suoi corpi. Illustra il sistema
delle stelle fisse elencando
le costellazioni e le stelle
in queste contenute, confrontandone il numero secondo Tolomeo e Keplero.
Un breve capitolo è dedicato alle maree.
La seconda
parte contempla la descrizione del globo terrestre. Presenta un breve
trattato di geografia generale che tratta della
posizione della Terra nel sistema solare
e
dell’inclinazione del suo asse, con quanto ne comporta sulle
stagioni, sui climi e sul movimento dei venti. La sezione si conclude con
la descrizione geografica dettagliata della superficie terrestre, dei suoi
continenti e degli stati in cui sono suddivisi.
L’ultima
parte è dedicata all’esame della costruzione delle carte e dei
globi ed al modo di usarli. L’ultimo capitolo tratta della misura del
tempo e
dei calendari.
Il Planisfero
Celeste è ripreso da un precedente lavoro di Bion del 1708, Description
et usage du Planisphere Celeste Nouvellement costruit, suivant les
dernieres observationes de Messieurs de l’Academie royale des Sciences,
ed è per la prima volta che, ulteriormente aggiornato, appare in una
edizione de l’Usage des Globes.
Si ispira ai lavori di
La Hire
e in proiezione polare concava descrive i due emisferi sino all’equatore
e riporta le stelle suddivise in cinque grandezze. Al reticolo polare, che
apprezza
la A.
R.
al valore di un grado, è sovrapposto quello eclittico con la stessa
definizione. Sono riportati i circoli polari, quelli dei tropici, i
coluri, l’eclittica e l’equatore. Sono riportate le costellazioni
tolemaiche, quelle australi del Bayer, Antinous,
La Chevelure
de Berenice,
La Colombe
,
La Croix
, Robur Carolinum e
La Fleur
de Lis.
Nelle edizioni precedenti, vedi ad
esempio quella di Amsterdam del 1700, della quale riproduciamo
le tavole colorate a
mano, i planisferi stellari utilizzati
sono di autore anonimo, più curati stilisticamente ma meno precisi, e si
rifanno alla tradizione della prima metà del seicento che vede come
capostipite quelli di Hondius. La proiezione è polare ma convessa,
pertanto le stelle, non distinte per grandezza, vi appaiono in posizione
simmetrica rispetto alla visione reale. Sono meno numerose le
costellazioni , non c’è quella del Triangolo e, delle non tolemaiche,
vi sono soltanto Antinous, Coma Berenices, Grus, Hydrus, Phoenix e
Pavo.
Bion, Ingénieur du Roi
pour les instruments des mathematique, è anche conosciuto come
costruttore di strumenti matematico-geometrici-astronomici ed è autore di
un volume che li descrive, Traité de la construction et des
principaux usages des instrumens de mathématiques [Paris 1709].

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Titolo
Indice
Livre
Premier: De la Sphere du Monde
Elenco
delle costellazioni
Planisphere
Celeste
Livre
Second:
De la Geographie Livre
Troisieme:
Des Usages des Spheres et des Globes
Celeste et Terrestre
Tavole
colorate da una copia dell'edizione del 1700
di Amsterdam
Globe
Celeste 1700
Avviso
al legatore
Confronta
con
Vincenzo
Maria Coronelli
Epitome
Cosmografica,
Colonia 1693

www.atlascoelestis.com
di FELICE
STOPPA
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