Frederic de Wit

Planisphaerium coeleste, Amstelodami apud Fredericum de Wit, Amsterdam 1700(?)

 

 

 

Frederic de Wit

 

Planisphaerium coeleste, Amstelodami apud Fredericum de Wit, Amsterdam 1700(?)

 

 

 

 

La tavola presentata in questa pagina, cm 78 per 51, prodotta ed incisa da Frederic de Witt, era destinata a corredare un grande atlante geografico mondiale sul tipo di quello di Allard, Atlas major o di Sanson, Atlas nouveau, pubblicati con grande fortuna commerciale all’inizio del settecento ad Amsterdam.

Vi sono rappresentati i due emisferi celesti, ognuno con il diametro di 34 cm , incorniciati entro sei schemi grafici di contenuto cosmologico:

Aestus Maris per Motum Lunae, R. Des Cartes. Lib 4 art 49, destinato a far comprendere la teoria della maree.

 

Aestus Maris per Motum Lunae, R. Des Cartes. Lib 4 art 49

 

 

 

Hypothesis Ptolemaica, con la presentazione della concezione cosmologica Aristotelica-tolemaica.

 

Hypothesis Ptolemaica

 

 

 

Hypothesis Tychonica, relativa alla concezione cosmologica mista di Tycho Brahe.

 

Hypothesis Tychonica

 

 

Illuminatio Lunae per Solem, P. Gassendi Institutio Astronomica lib:2, cap:16, sulla teoria delle fasi lunari secondo Gassendi.

 

Illuminatio Lunae per Solem, P. Gassendi Institutio Astronomica lib:2, cap:16

 

 

 

 

Hypothesis Copernicana, relativa al sistema cosmogonico di Copernico con in evidenza il sistema Luna-Terra in orbita intorno al Sole.

 

Hypothesis Copernicana

 

 

 

 

 

Motus Terrae Annui Circa Solem, P. Lansbergii Schema, destinato a far comprendere il ciclo delle stagioni.

 

Motus Terrae Annui Circa Solem, P. Lansbergii Schema

 

 

 

 

Al piede destro della tavola è posta la tavola delle Magnitudines stellarum, con sei diversi segni che differenziano le magnitudini delle stelle e la firma dell’autore: Amstelodami apud Fredericum de Wit.

 

I due emisferi, costruiti in proiezione polare eclittica stereografica ed in visione convessa, occupano la parte centrale della tavola e sono tra loro tangenti nel punto relativo al solstizio invernale.

 

Il reticolo di riferimento principale è quello eclittico, composto dai relativi poli, dall’eclittica che fa da perimetro agli emisferi e da linee di longitudine tracciate ogni 30°. L’eclittica è dotata di una scala graduata al passo di un grado di longitudine e numerata di dieci in dieci da 0° a 30° per ogni spicchio determinato dai raggi di longitudine.

La latitudine delle stelle è calcolabile invece tramite una scala al passo di un grado posta sulla linea del coluro dei solstizi.

Il reticolo equatoriale è composto dai relativi poli, dai circoli polari e da quelli dei tropici, dalla proiezione dell’equatore e dei coluri.

 

Oltre alle costellazioni tolemaiche l’autore disegna, con i relativi personaggi mitologici, Coma Berenices, Antinous, El Cruzero, Colomba Noe  e tutte le costellazioni di Keiser & Houtman ad esclusione del Triangulum Australe.

 

  

Coma Berenices, Antinous

 

 

 

  

El Cruzero, Colomba Noe

 

 

 

La zona intorno al Polus Antarcticus con le costellazioni di Keiser & Houtman ad esclusione del Triangulum Australe

http://www.atlascoelestis.com/baj%2051.htm

http://www.atlascoelestis.com/Knobel.htm

 

 

 

 

 

 

 

TAVOLA

 

 

 

EMISFERO BOREALE

 

 


EMISFERO AUSTRALE

 

 

 

 

 

 

 ALTRA COPIA COLORATA A MANO

 

http://www.atlascoelestis.com/De%20wit%201700%20colori.htm

 

 

 

 

 

 

 

F. de Wit è anche l’autore di due altri emisferi celesti inseriti alla base di una grande carta murale della Terra prodotta nel 1660 e che di seguito ripropongo da una nuova edizione di Giuseppe Longhi e incisa da Carlo Scotti: Nova Totius Terrarum Orbis Tabula, Bologna 1675-1680.

La carta murale, cm 187,5 per 124,5, è formata dall’unione di dodici fogli indipendenti.

 

 

TAVOLA

 

 

 

 

 

 

EMISFERI CELESTI

 

 

 

 

 

 

 

www.atlascoelestis.com

di  FELICE STOPPA

NOVEMBRE 2016