Lorenzo Stoppa Tonolli

Frammenti dal Silenzio

 

 

 

 

 

 

LORENZO STOPPA TONOLLI

 

 

 

 

 

 

Lorenzo Stoppa Tonolli è nato a Milano nel 1978. Vive e lavora nella sua città natale dove, unitamente all'insegnamento, coltiva la passione per la musica, lo yoga e la poesia. Ha esordito alla Casa della Poesia di Milano presso la Palazzina Liberty insieme ad altri giovani poeti, presentato da Giancarlo Majorino. Ha pubblicato per Salviati la raccolta poetica Euridice e Altri versi intorno all'Inerme (2010), in cui sulla base di una frequentazione appassionata delle dimensioni del mito e della spiritualità orientale, prende forma una poetica che vede nel simbolico il luogo di evocazione ed esperienza del sacro. Sempre con Salviati ha pubblicato nel giugno 2012 la raccolta di poesie Haiku, Le stagioni dell'anima e nell'ottobre 2013 il volume Le pagine dei giorni e dialoghi sulla poesia. Dell'aprile 2016, edito da Salviati & Sagredo, è Briciole di infinito,Un duo poetico-pittorico: Una proposta di versi poetici di un insegnante-poeta che si intrecciano con le opere pittoriche della sua allieva pittrice Rebecca Covaciu. Del mese di giugno del 2018, edito da  Salviati & Sagredo, è la raccolta di poesie Canti di Terra Pura

 

 

 


Ad Euridice e Altri versi intorno all'Inerme è stato conferito il Premio Sertoli Salis 2012, sezione Camillo de Piaz, quale "miglior opera prima".

 

http://www.altarezianews.it/2012/10/09/cultura-ecco-i-vincitori-del-premio-sertoli-salis-2012/

 

http://www.altarezianews.it/wp-content/uploads/2012/10/premioSertoliSalis2012.pdf

 

 

 




 

 

 

 

 

 

 

Euridice 

e altri versi intorno all'Inerme

 

 

 

 

 

 

 

"Come ogni testo di Lorenzo Stoppa, Euridice è ispirato.
Cioè nasce, e si sente, da una profondità priva di scopi che non siano quelli di dare forma a sentimenti e fantasie.
Euridice è un poemetto-elegia che talvolta rischia forse di godere troppo della vaghezza; tuttavia si muove beneficamente entro uno stile (così trasformato in modostile) valentesi di alcuni spostamenti interessanti. Interessanti proprio per un'acquisizione di energia e rirealismo, alludo a deformazioni linguistiche, neologismi e ad altri fattori di non-inerzia.
Ecco allora che l'economia dei versi e la dilatazione spaziale assumono, senza lederne la musicalità, un ricavo inaspettato di armonizzazione disarmonica, di misurazione meno "pacifica", di ebbrezza condivisibile.
Un notevole talismano di purezza".



Giancarlo Majorino


Milano, Maggio 2009


 

 

 

 

 

 

 

 

Haiku 

Le stagioni dell'anima

 

 

 

 

 

 

 

 

"Luogo chiaro, di brevità mai contratta. Strofe e versi portatori sintetici di grazia. Un gran bel lavoro testimoniante naturalezza, esiti inquietanti ed equilibrati insieme.
Sfasante l'idea semplice di un vorticare concentrato di sorprese che gli haiku sembrano purtroppo portare con sé - qui no; qui la sostanza tesse assieme luce, piacere musicale, esplorazione intelligente. Quasi un coagulo senza crepe se non di opposti, per lo meno di non allineati. Un campione: 

 

Primautunno. 

Nel gambo del soffione va e viene 

Usciere ascensionale.

Che ricorrenza si celebra 

Nella corolla del vento?

 

dove quell'usciere ascensionale non dissipa l'incanto dell'insieme ma ne potenzia le facoltà.
Ma è un tutto privo di grettezze cui conviene abbandonarsi. Magari in compagnia di un verso specchiante, gremito come una riga pensosa: 

 

l'anima è già alla finestra".



Giancarlo Majorino

Milano, 9 febbraio 2012

 

 

 

 

Le pagine dei giorni

e dialoghi sulla poesia

 

 

"Il pullulare delle cose e il pulsare del tempo: nei suoi versi puntiformi ed ellittici  Lorenzo Stoppa Tonolli sa evocare il sonno e il risveglio di tante presenze; il ciclo delle stagioni; il respiro delle ore, il loro silenzio e la loro voce; la gestazione, il pieno manifestarsi e il declinare degli accadimenti, ma anche il loro permanere, poiché le epoche trascorse (« le molte vite state») si collocano in una sorta di non cancellabile paesaggio («Secoli andati. Anzi no» e «tutto ciò che abbiamo visto è salvo»). Su tale sfondo il regno vegetale e la dimensione umana convergono e si muovono all’unisono: forse il poeta vorrebbe così cogliere il Tutto, anche nelle molte divaricazioni della quotidianità.

            Stoppa Tonolli si affida a un dettato impressionistico, in cui le singole parole e gli spazi bianchi svolgono un ruolo primario (come isole di denso significato, verrebbe da dire) e tuttavia il ritorno di vari vocaboli maiuscoli (Luce, Bellezza, Oro, Inizio ...) mira a tendere un filo rosso che leghi quanto a prima vista potrebbe apparire centrifugo. E poi ad accordare la scrittura concorre anche un’aria sempre sospesa, al limite dell’onirico, che è il correlato di un auspicio. Detto altrimenti,  Le pagine dei giorni auspicano una realtà pacificata e magari silente, ma non immobile, dato che il viaggio dei vivi (un «viaggiobambino») continua: tutti, infatti, siamo dentro un «disegno incompiuto che ci salva», frase che è un buon suggello per questa poesia, interprete sensibile dello stare e del fluire".

 

Tiziano Rossi

Giugno 2013

 

 

 

Briciole di Infinito

Un duo poetico-pittorico

 

 

Lorenzo Stoppa Tonolli

Rebecca Covaciu

Salviati & Sagredo

 

Con introduzione di Tiziano Rossi

 

  "Quando conobbi Rebecca Covaciu rimasi subito colpito da un tratto essenziale della sua personalità: una strettissima implicazione tra creatività artistica e quotidianità. Ricordo bene il primo dipinto che mi mostrò a scuola: Una scena agreste con personaggi del suo popolo Rom e alcune figure angeliche che portavano loro conforto per l’imminente demolizione di un villaggio costruito al limitar del bosco. Sullo sfondo un lunghissimo treno sfrecciava veloce attraverso l’orizzonte.

Fui subito interrogato dalla nuova allieva circa i significati possibili contenuti nel dipinto. Mi chiese: “che cosa vede lì?”. Il suo sguardo attento e gentile accompagnava il mio, concentrato a leggere la scena, annuendo con compiacimento ogni volta che le mie parole fornivano una risposta plausibile. Fu lei però ad aiutarmi: “ E’ il treno della felicità e del presente, quello che tutti possono prendere se ne sentono veramente il bisogno”.

  Da questo incontro nasce Briciole di Infinito, un duo poetico-pittorico, una proposta di versi poetici di un insegnante-poeta che si intrecciano con le opere pittoriche della sua allieva pittrice.

Un dialogo sulla esperienza creativa comune conclude il volume.

 

Milano Aprile 2016

 

 

 

 

 

Scrivi a Lorenzo Stoppa Tonolli

zarlinopapotersomo@hotmail.com

 

Frammenti dal Silenzio

 

 

http://youtu.be/03G79c6FA1s

 

Testi tratti da
Euridice e altri versi intorno all'Inerme
Salviati
Milano 2010


Musiche di J. S. Bach
Harpsichord: Gustav Leonhardt

 

 

http://youtu.be/A91WvzXKVbw

 

Testi tratti da
Haiku, le stagioni dell'anima
Salviati
Milano 2012

 

Musiche di J. S. Bach
Pedal-Harpsichord: Yves Rechsteiner

 

 

 

 

http://youtu.be/67DgG7egbeM

Testi tratti da
Haiku, le stagioni dell'anima
Salviati
Milano 2012

 

Musiche di J. S. Bach
Pedal-Harpsichord: Yves Rechsteiner

 

 

http://youtu.be/K4x9Ql4wp4w

 

Testi tratti da

Le pagine dei giorni

e dialoghi sulla poesia

Salviati

Milano 2013

 

Musiche di J. S. Bach

R. Goebel al violino, R. Hill al cembalo

 

Disegni di

Maria Grazia Tonolli

I colori delle stagioni

 

 

Concorso letterario Renzo Sertoli Salis, nona edizione

Sondrio 12 ottobre 2012

 

Premio Camillo De Piaz

 

assegnato a

 

Lorenzo Stoppa Tonolli

 

  MOTIVAZIONI

 

Il premio Sertoli Salis 2012, sezione Camillo De Piaz “opera prima”, viene assegnato alla raccolta Euridice e altri versi intorno all’Inerme di Lorenzo Stoppa Tonolli

La giuria ha rilevato in questo libro, composito nella struttura ma stilisticamente unitario, diversi elementi di novità e originalità. Voltando le spalle a una rappresentazione realistica dell’esistente, l’autore ci propone un modello di mondo possibile, sottratto per così dire alla gravità, dominato dalla rarefazione dello spazio e dalla sospensione del tempo. I segni di presenza vitale, i gesti appena abbozzati, le minime percezioni o gli sguardi distribuiti puntillisticamente sulla scena della parola, sembrano spesso volgersi verso l’alto, attingere forma e configurazione dal mondo astrale. E’ in tale contesto che si giustificano i tratti demarcanti sul piano espressivo: estrema concentrazione del verso, impiego costante dell’ellissi, neoformazioni linguistiche. Il tutto svolto con coerenza, senza ricorrere a sperimentazioni gratuite.

Gilberto ISELLA e Lorenzo STOPPA TONOLLI

http://www.altarezianews.it/2012/10/09/cultura-ecco-i-vincitori-del-premio-sertoli-salis-2012/

 

http://www.altarezianews.it/wp-content/uploads/2012/10/premioSertoliSalis2012.pdf

 

 

 

 

 

 

 

 

 

retro di copertina di Le pagine dei giorni

 

 

INCONTRI E MANIFESTAZIONI

 

Maria Grazia Tonolli, Viaggio, acquerello

 

 

 

 

 

Canti di Terra Pura

 

Lorenzo Stoppa Tonolli

Salviati & Sagredo

Con introduzione di Tomaso Kemeny

 

 

Ci troviamo in una pioggia di versi di intensa e paradossale ubriacatura, il cui massimo effetto consiste nella negazione dell’io (“Non più io, /noi / Non più!”), noi che pare risultare dall’oltrepassamento del mondo fenomenologico, per cui l’io e l’altro necessari alla costruzione del noi si trasfigurano, tendono a trasfigurarsi in puro linguaggio (“Siamo le sillabe / sommerse dell’invisibile”), in grado, tra l’altro, di fare intravedere l’invisibile. Lo spazio infinito diventa metonimicamente parte di un corpo (“Il polso dello spazio”) e il tempo ritrova la sua infanzia metaforica (“mattinobimbo”) in momenti in cui gli istanti “s’alzano in fiore”. Ma questo tempo aurorale in fiore porta all’imperfezione come correlativo oggettivo dell’esistere (“...rosa imperfetta”). In questo spazio/tempo il “volto” del dolore appare diverso, mentre albeggia un maestro misterioso (“È bello il maestro /
Nel suo silenzio / D’alba). Nella prima luce s’aggirano nell’aria “Rivoli inermi” e la “Spiga che il sole /
matura”. Così nel bel mezzo del qui e ora la natura diventa evento che accadendo si insedia nell’impossibile. La tela del visibile viene lacerata in versi brevissimi, sfiorati dall’ala della solitudine trasfigurata, appunto, in un noi che esige una distrazione dalle malinconie soggettive. Il vertiginoso sillabare tende ad abolire la forma concreta delle cose, rendendole apparizioni fantasmatiche o spirituali. Ad esempio, la “rosa” e il “pane”, natura e prodotto dell’uomo, si ritrovano nel radicamento delle cose in una coesistenza resa enigmatica. I versi, uno dopo l’altro, tendono a sprofondare nella purezza dell’esserci, senza mai consumarsi nel silenzio desiderato. Nella calma e nell’inquietudine ogni cosa confluisce nella luce del “mattinobimbo” e l’esistenza, nella poesia di Lorenzo Stoppa, frammentandosi, girotonda a somiglianza dei giochi dei bambini e di resti poetici arcaici dell’umanità. Si torna qui all’originario sillabare primaverile.
Tomaso Kemeny

 

 

www.atlascoelestis.com

di  FELICE STOPPA

AGGIORNATO LUGLIO 2018