Henry Brooke

 

A GUIDE TO THE STARS, being an easy method of knowing the relative position of all the fixed stars from the first to the third magnitude in either hemisphere, particularly those that are useful for finding the longitude and latitude at sea: With twelve planispheres, on a new construnction, in which the stars are exhibited as they actually appear in the heavens with relation to each other, London 1820

 

 

 

 

Henry Brooke

 

 

A GUIDE TO THE STARS, being an easy method of knowing the relative position of all the fixed stars from the first to the third magnitude in either hemisphere, particularly those that are useful for finding the longitude and latitude at sea: With twelve planispheres, on a new construnction, in which the stars are exhibited as they actually appear in the heavens with relation to each other, London 1820

 

 

 

 

 

Come l’autore ci spiega nel titolo del suo saggio l’opera si pone l’obiettivo di descrivere il cielo stellato facendoci riconoscere la posizione delle costellazioni e delle loro stelle fino alla quarta Magnitudes al fine principale di poter determinare in mare la latitudine e la longitudine occupata dall’osservatore.

 

 

 

 

Il saggio ci presenta pertanto dodici grandi tavole celesti seguite ognuna da un particolareggiato commento.

Le prime otto propongono l’intero cielo stellato visibile nelle prime ore della sera da una località boreale del centro Europa posta alla latitudine di 51,50°. La prima è relativa alla sera del 15 gennaio, seguita dalle altre con una cadenza di circa 45 giorni.

 

 

La nona e la decima tavola sono costruite per un osservatore posto a 20° nord di latitudine boreale e di longitudine corrispondente al centro Europa il primo di giugno ed il primo di dicembre .

 

 

Le ultime due, costruite rispettivamente per il giorno dell’equinozio primaverile e quello del solstizio invernale, prevedono l’osservatore posto sull’equatore terrestre, sempre ad una longitudine centro europea.

 

 

Completa il saggio una sezione dedicata a delle tavole di dati che hanno lo scopo di

- Equiparare e utilizzare le visioni offerte dalle singole tavole celesti per altri luoghi, ore e giorni dell’anno

 

- Offrire per 60 stelle boreali e 60 australi il nome proprio, la magnitudine, la posizione nella costellazione di appartenenza con il relativo nome, la posizione in declinazione e A. R.

 

 

Le tavole celesti sono costruite in visione concava ed in proiezione stereografica. Il centro è occupato dallo zenit del luogo di osservazione e la circonferenza perimetrale coincide con il relativo orizzonte. Su questo cerchio, privo di scale graduate, sono scanditi i nomi e le direzioni dei punti cardinali.

 

Le direzioni dei punti cardinali

 

 

Le costellazioni sono nominate in latino e solo le stelle principali riportano il nome proprio.

L’atlante di H. Brooke è uno dei primi a non riprodurre il disegno dei personaggi mitologici delle costellazioni ma si limita a presentare le stelle che le compongono all’interno del confine che le delimita, ricalcando quello disegnato da J. E. Bode nel suo Vorstellung der gestirne del 1782, http://www.atlascoelestis.com/12.htm.

 

    

Orion e Leo

 

Nelle tavole le stelle principali sono unite da segmenti direzionali seguendo le indicazioni che l’autore esplicita nei commenti onde poter riconoscere nuove stelle partendo da quelle già conosciute.

Le altre stelle partendo da Ursa Major

 

 

 

L'opera di H. Brooke viene presentata per cortesia di

http://lhldigital.lindahall.org/cdm/compoundobject/collection/astro_atlas/id/3328/show/3242/rec/15

 

 

 

 

Il Titolo

 

 

 

Le Tavole

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Le Tabelle 

 

 

 

 

 

 

 

www.atlascoelestis.com

di  FELICE STOPPA

MARZO 2020