Gilles e Didier Robert de Vaugondy

 

Hémisphère Céleste Arctique ou Septentrional calculé et construit pour l’année 1763. Hémisphère Céleste Antarctique ou Austral… , Paris 1764

 

 

 

 

Gilles e Didier Robert de Vaugondy

 

 

Hémisphère Céleste Arctique ou Septentrional calculé et construit pour l’année 1763. Hémisphère Céleste Antarctique ou Austral… , Paris 1764

 

 

 

R. de Vaugondycon suo figlio Didier, Géographe ordinaire du Roi, pubblica i due grandi planisferi celesti nel 1763, soltanto sei anni dopo la prima edizione della sua opera maggiore, l’Atlas Universel, un atlante geografico mondiale di grandi dimensioni, cm 56 per 44, contenente ben 108 tavole, capolavoro dell’epoca.

 

Atlas Universel

 

 

Le due grandi tavole celesti, cm 67,5 per 64, prodotte con la tecnica dell’acquaforte in color nero e rosso su due grandi fogli di cm 100 per 67,5, riproducono i due emisferi in proiezione polare stereografica ed in visione convessa.

Sebbene il centro della proiezione sia rappresentato dalla proiezione dei poli celesti equatoriali, gli autori hanno scelto come riferimento principale il reticolo eclittico rappresentato dai relativi poli,  da circoli di latitudine ogni 10°,  da archi di longitudine ogni 30° e dal cerchio dell’eclittica intorno alla quale il reticolo si infittisce per sette gradi a nord e a sud formando una fascia quadrettata al passo di un grado che mette in evidenza la zona celeste dove è possibile osservare i pianeti.  

 

 

La fascia percorsa dai pianeti tra Le Sagittaire e Le Scorpion

 

Il reticolo equatoriale comprende i poli, i circoli polari, i tropici, l’equatore ed i coluri.

Sui coluri equinoziali è posta una scala graduata che misura la declinazione al passo di un grado. L’ascensione retta può essere letta sul perimetro delle tavole dove sono poste tre scale: una divisa in gradi, al passo di un quarto di grado, una divisa in ore e minuti, al passo di un minuto e l’ultima che riporta l’intero anno solare scandito per mesi e giorni, questi divisi in mezze giornate. Per l’emisfero artico, in corrispondenza con il coluro equinoziale autunnale, sulle tre scale si leggono rispettivamente i 180° di A.R. le XII ore di A. R. e la data del 22,8 settembre.  

 

 

Equinozio autunnale o punto Omega, luogo di incontro tra il coluro equinoziale, l'eclittica e l'equatore celeste

 

 

 

In entrambe le tavole una curva punteggiata denominata Horizon de Paris permette di determinare giorno per giorno le stelle che a Parigi toccano l’orizzonte a Nord per l’emisfero artico e l’orizzonte a sud per quello antartico.  

 

Horizon de Paris nell'emisfero antartico

 

 

Le stelle vi sono poste fino alla sesta grandezza, riconoscibili da altrettanti simboli, e sono calcolate  per il 1763. Sono denominate da lettere dell’alfabeto greco e romano secondo  il metodo di Bayer. Un ulteriore settimo simbolo identifica le Nébuleuses.

Il confine delle costellazioni è determinato da una linea continua ma gli autori non rinunciano a disegnare , delicatamente e con un inchiostro rosso, i personaggi mitologici che le identificano. Vi sono riportate quelle di origine tolemaica con l’aggiunta di tutte quelle ideate successivamente fino al 1764. Sono nominate in lingua francese e curiosamente ulteriormente suddivise con nomi che corrispondono ai particolari anatomici del personaggio.  

 

 

Alramech e la suddivisione anatomica di le Bouvier

 

 

Numerosissimi i nomi propri delle singole stelle anche se in alcuni casi vengono utilizzati non proprio quelli canonici: per esempio nel  le Bouvier troviamoAlramech anziché Arcturus.

Ben delineato è il percorso de la Voye lactée.

Lascio come esercizio al lettore il compito di identificare oggetti celesti particolari come ad esempio la Nouvelle en 1596 in la Baleine (la stella variabile Mira Ceti) per il planisfero antartico.  

 

la Nouvelle en 1596 in la Baleine

 

 

 

Il planisfero artico è analizzabile al seguente indirizzo della BNF:

 

http://catalogue.bnf.fr/ark:/12148/cb40673740v

 

Quello antartico sul sito di Paulus Swaen che l’ha messo in vendita nel dicembre del 2016:

 

http://www.swaen.com/item.php?id=7001

 

 

 

 

TAVOLE

 

 

 

ORBIS VETUS

da

Atlas Universel

 

 

 

 

 

Hémisphère Céleste Arctique ou Septentrional 

 

 

 

 

 

 

 

 

Hémisphère Céleste Antarctique ou Austral

 

 

 

 

 

 

L’officina tipografica di de Vaugondy produsse anche globi celesti e terrestri:  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Di Didier Robert de Vaugondy

esamina anche:

Globe céleste en douze fuseaux, Paris 1763

 

http://www.atlascoelestis.com/Vaugondy%20globe%201763.htm

 

 

 

 

 

 

www.atlascoelestis.com

di  FELICE STOPPA

GENNAIO 2017