J. Fortin

Atlas céleste, Parigi 1795

 

 

La tavola del Toro in Fortin, confronto tra l'edizione del 1795 e quella del 1776

 

Edizione del 1795: suggerite dalle Ephémérides de Vienne del 1790, curate da Hell, troviamo due nuove costellazioni, Le Petite Telescopes de Herschel e l' Harpe de George. 

Il Piccolo Telescopio è orientato verso un punto dell'eclittica dove è disegnata una stellina di settima magnitudine che porta il nome di Herschel. Si tratta del Pianeta Urano, scoperto con il suo telescopio da Herschel nel 1781 e che, per alcuni decenni, gli astronomi dell'epoca chiamarono con il suo nome.

 Nell'edizione del 1776 non appare alcun riferimento a Herschel ma la stellina, cioè il pianeta Urano, c'è.

 Nel Vorstellung der Gestirne, pubblicato da J. E. Bode nel 1782 ad un anno soltanto dalla scoperta di Urano, troviamo, sempre nella tavola dedicata al Toro, la stessa stella e, nel catalogo relativo, Bode la elenca tra quelle del Toro con il nome di 34 Tauri, utilizzando il metodo di numerazione introdotto dal Flamsteed.

A questo punto basta consultare la tavola del Toro del Flamsteed, nel suo Atlas Coelestis del 1729, per constatare che anche in questa, nella stessa posizione, è presente Urano che Flamsteed aveva quindi inconsapevolmente già osservato scambiandolo però per una stella di settima magnitudine. 

 

Bode testimonierà la scoperta di Flamsteed nella tavola del Toro della sua Uranographia del 1801

 

 

 

Anche A. Jamieson nel suo Celestial Atlas, stampato a Londra nel 1822, ricorda la scoperta inconsapevole del Flamsteed, infatti nella tavola XIV, dedicata al Toro, disegna Urano nella posizione in cui venne visto per la prima volta, nel 1690, dall'astronomo reale britannico.

Chi possiede un planetario elettronico, io utilizzo Perseus, può verificare la posizione di Urano per il dicembre 1690 e lo vedrà apparire tra le stelle del Toro, proprio nel punto in cui Flamsteed fece disegnare la sua 34 Tauri della quale, come stella,   non c' è traccia .

 

 

Dall'edizione del 1776

 

 

Edizione del 1776, le stelle sono meno numerose. Non appare il nome di Herschel.

 

 

 

 

Dall'edizione del 1795

 

 

www.atlascoelestis.com

          di Felice Stoppa